giovedì, gennaio 3, 2008, 12:30 PM
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La mamma: "Il Belgio mi vuole zittire"
Non gliele passano al telefono
Maria Pia Maoloni, la mamma delle ‘bimbe belghe’ che dal 19 maggio scorso non può neppure telefonare alle figlie di 4 e 7 anni, 'spedite' in Belgio, a Mons, è stata costretta a subire l’ulteriore colpo basso
San Benedetto del Tronto, 22 dicembre 2007 - Affranta? Di più. Delusa? Tanto. Arrabbiata? No, "perché confido nella giustizia che deve pur esserci". Maria Pia Maoloni, la mamma delle ‘bimbe contese’ che dal 19 maggio scorso non può neppure telefonare alle figlie di 4 e 7 anni, 'spedite' in Belgio, a Mons, come fossero 'pacchi postali', è stata costretta a subire l’ulteriore colpo basso.
Ieri mattina, dopo aver avuto l’imprimatur al contatto telefonico, alle ore 17, con la sede del Servizio di protezione giudiziaria per i minori, a Mons, "preannunciato dal direttore, il dottor Taofik Bensaida, che aveva ritenuto pregiudizievole per le mie figlie ritardare ancora la ripresa dei rapporti con me", era in trepida attesa, emozionata e contentissima.
Alle ore 17 in punto, la telefonata c’è stata, non con le sue amate bambine, ma con il dottor Bensaida. Un’ora di colloquio, dai toni vivaci e anche velatamente intimidatori, per la sorta di ‘j’accuse’ del direttore del Servizio di protezione giudiziaria per i minori. "Prima di riprendere i contatti devi dimostrare di essere cambiata perché con il tuo comportamento, con gli annunci alla stampa stai accusando il Belgio e le istituzioni giudiziarie", è stato il ‘consiglio’. Alla domanda della signora Maria Pia, "significa che devo ritirare le denunce?", il dottor Bensaida ha risposto: "Sarebbe una cosa buona".
Intollerabile per la mamma delle bimbe contese al consorte Rocco Antonini, al quale il Tribunale di Mons ha assegnato la tutela delle figlie, dopo aver imputato alla signora Maoloni il reato di sottrazione di minori e spiccato un mandato di arresto, perché responsabile di aver portato le figlie in Italia nell’ottobre 2006, successivamente affidate dalla Corte di Appello di Ancona alla casa famiglia ‘Santa Gemma’, a San Benedetto del Tronto. Dove, grazie alla protesta delle ‘mamme coraggio’, le bimbe sono rimaste fino al colpo di mano: prese e portate via, strappate al gruppo di compagni di scuola nella passeggiata alla pineta. Da quel 19 maggio, nessun contatto fino alla preannunciata ‘apertura’: la telefonata, purtroppo, mancata.
"Una violazione dei diritti umani che porteremo al Parlamento europeo — anticipa l’avvocato Gabriella Ceneri, legale della signora Maria Pia Maoloni — e denunceremo alla Corte Europea di Strasburgo, dopo aver informato il ministero di Giustizia sulla piega che sta prendendo il caso delle bimbe contese, affidate ad un genitore che è stato denunciato per ‘fatti di abuso’ sulle figlie".
Pasquale Bergamaschi (il Resto del Carlino)
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martedì, dicembre 4, 2007, 12:14 PM
Si vous voulez aider mes enfants à sortir de ce cauchemar, je vous invite
> à vous inscrire à cette pétition et à y ajouter vos commentaires.
> Envoyez-la aussi à toutes vos connaissances.
> MERCI DU FOND DU COEUR.
> LA MAMAN,MARIA PIA MAOLONI
>
> Se volete aiutare le mie bambine a uscire di questo incubo, potete farlo
> inscrivendovi a questa petizione e lasciare i vostri commenti. Vi invito
> a mandarla a tutte le vostre conoscenze. Vi ringrazio infinitamente. LA
> MAMMA, MARIA PIA MAOLONI
>
> ---------------------------------------------------------
> Petizione Importante: portiamo via Fiona e Milla dal loro padre e nonno
> paterno che le hanno abusate e a cui sono state affidate in via esclusiva
> dal giudice di Ancona, Aiutamo la loro mamma, Maria Pia Maoloni, a
> riabbracciarle e proteggerle
>
> Scheda:
>
http://www.petitiononline.com/mariapia
Petizione su Ok Notizie
domenica, novembre 25, 2007, 01:57 PM
PER FIONA E MILLA
La speranza è la luce che mi fà camminare nel buio. L’amore per le mie bambine, come il sangue che scorre nelle mie vene, mi mantiene in vita in questa intollerabile ingiustizia.
Nell’oceano della violenza istituzionale e della perversione sessuale, le mie braccia che circondano le mie bambine sono come dei salvagenti. Ma nella solitudine della notte nera e davanti all’indifferenza verso i loro gridi di dolore, ci sarà una barca che potrà salvare le mie due piccole bimbe, FIONA e MILLA e proibire che loro si affoghino nelle profondità dell’oblio collettivo e della follia umana ?
Questa lettera è un appello di aiuto per esprimere la disperazione e la paura di una mamma che combatte, da quattro anni, per salvare le sue due bambine dalle grinfie dell’inferno.
La mia storia, la nostra storia, sembra essere un incubo ma ahimè è ben reale !
Tutto è incominciato nel 2004 quando mia figlia Fiona, che aveva all’epoca quattro anni e mezzo mi ha raccontato quello che subiva da parte del padre, ANTONINI Rocco e del suo nonno paterno, ANTONINI Roberto. E’ in questo momento che tutto intorno a me è crollato… Io ed il mio ex-marito eravamo sposati dal 1998 e abbiamo avuto una seconda bambina, Milla, all’epoca aveva 7 mesi.
All’inizio, non volevo credere alla mia primogenita sulle violenze sessuali che lei mi raccontava con le sue parole di bambina e tutta la sua sofferenza. Ma, ogni giorno, le sue rivelazioni diventavano dettagliate e precise. Ero perduta e non sapevo a chi chiedere aiuto. Mio marito e la sua famiglia sono stati i primi a portare, contro di me, una denuncia per « alienazione parentale ».
Per quanto mi riguarda, io ero preoccupata per la salute di Fiona e quindi cercavo aiuto dai professionisti ; più tardi ho portato una denuncia per stupri e attentato al pudore sui minori contro il padre e il nonno delle bambine.
Le gravi conseguenze di questa « battaglia giudiziale » sono che le mie bambine sono state collocate, in totale, 3 volte, in istituti pubblici. A causa del trauma subito dalla separazione con sua madre, la più piccola, che aveva 18 mesi al momento del suo primo collocamento, si è lasciata morire di fame e ha dovuto essere ricoverata. Non dimentichero’ MAI gli urli delle mie bambine quando le hanno strappate da me.
Nel 1998 e nel 2006, sono stati condannati per truffa, ANTONINI Roberto e numerosi complici influenti (notai, avvocati, esperti in arte …) nel contesto del traffico di false pitture avvenuto nel 1992 a Mons e a Bruxelles (Belgio). Ma malgrado le diverse recidive, sono rimasti sempre in libertà ! Per una ragione che ignoro precisamente ma sicuramente a causa di questa rete influente le decisioni della giustizia a Mons hanno preso sistematicamente un orientamento in favore del padre e della famiglia paterna.
Nonostante l’istruzione per stupri SEMPRE pendente, il padre ha potuto ottenere, in Belgio, un diritto di visita classico.
Nel 2006, Fiona si esprime di nuovo su quello che suo padre faceva subire a lei e sua sorella, quando andavano in visita da lui. Al ritorno dal padre, le piccole avevano vaginite e fissure anali, constatate e denunciate dai pediatri, medici generici e pediatri di turno. In Belgio, la bambina si è ancora espressa su queste atrocità alla sua maestra di scuola (che ha denunciato i fatti alla polizia) e anche ad altri testimoni.
In totale, più di 30 TESTIMONI, ma anche lo psicologo di Fiona che l’ha seguito da più di un anno, hanno portato le loro testimonianze al giudice istruttore di Mons (Belgio) ma anche alla polizia.
Ma tutto questo non è bastato !
Da « madre alienante », il padre e i suoi « prottetori » mi hanno etichettata « madre maltrattante ». E ovvio che il famoso dossier medicale delle bambine dove professionisti attestano le rivelazioni della bambina sugli abusi sessuali che ha subito da suo padre e suo nonno rapresentava un reale pericolo per gli ANTONINI e dovevano velocemente girare la frittata ! ! !
Sui certificati medici, i dottori scrivono :
- « Durante l’anamnesi, senza l’intervento della madre, la bambina mi ha spontaneamente detto che suo padre aveva messo la sua mano nelle sue mutandine» ;
- « Fiona mi dice che suo padre gli ha fatto delle carezze sulla vagina e a livello del sedere con le mani. Gli chiedo se suo padre fà altre cose, lei mi risponde che gli chiede di toccarlo. Gli chiedo dove e con che cosa. Fiona mi risponde che suo padre gli chiede di toccare il suo pisellino» ;
- « Chiamata per dolore all’ano… Durante l’esame dell’ addome…, Fiona mi dice che suo padre gli ha ficcato il ditto nel sedere ».
Lo psicologo che ha seguito Fiona durante più di un anno ha trasmesso numerose relazioni alle Autorità belghe e italiane per segnalare il pericolo che rappresentava il contesto paterno per le bambine. Il 02 novembere 2006, in una delle sue relazioni, segnala :
« la bambina mi ha raccontato, spontaneamente e senza che io le abbia posto delle domande, fatti di una gravità indiscutibile (…). Accompagnando e illustrando le sue parole con gesti e disegni espliciti, Fiona mi ha raccontato i fatti che l’avevano turbata e che qui di seguito riporto nei punti essenziali e con le espressioni da lei usate ; l’insieme puo’ far star male, ma è fedele a quanto mi è stato detto :
- « mio nonno Roberto ha messo il suo pisellino nella mia bocca » ;
- « lui ha fatto pipi nelle sue mutande poi mi ha mostrato il suo pisellino tutto colloso » ;
- « il mio papa ha messo il suo pisellino nella mia bocca e io l’ho morso, ma non è uscito sangue » ;
- (…)
Fiona ha raccontato, con la voce che le tremava, che suo padre, la sera, si infilava nel suo letto in slip e le accarezzava la vagina e che baciava la vagina della sua sorellina Milla.(…)
In base alle mie conoscenze sulla psicopatologia dei bambini e la mia esperienza trentennale di lavoro come psicoterapeuta di bambini, vista la maniera in cui la bambina si è espressa, le associazioni spontanee da lei fatte, la coerenza e il quadro contestuale del suo racconto, espressione di una vera sofferenza psicologica, ho la profonda convinzione che quanto racconta la bambina, col suo linguaggio infantile corrisponde a fatti reali. »
Essendo di origine italiana e avendo parenti in Italia, sono partita del Belgio il 03 ottobre 2006, con le mie bambine, nello scopo di trovare aiuto ed assistenza. In questo periodo avevo l’affidamento principale delle mie figlie e il padre non aveva il suo diritto di visita al momento che sono arrivata in Italia. La mia intenzione era di ritornare in Belgio perchè sono professoressa di psicopedagogia e quindi non potevo mancare troppo.
Ma… due giorni dopo il mio arrivo sul territorio italiano, il padre mi ha denunciata per sottrazione di minori e ha fatto emettere un mandato di arresto internazionale contro di me.
Il 07 ottobre 2006, sono stata arrestata e ho fatto 4 giorni di prigione e 14 giorni di arresti domiciliari. Dopo, sono stata giudicata e liberata dalla Corte d’Appello di Ancona (Italia) che ha considerato che non c’era sottrazione di minori e quindi che non avevo commesso nessun reato.
A causa del mio arresto, le mie bambine sono state collocate, durante 7 lunghi mesi, dentro un istituto in Italia (separate per la terza volta della loro mamma, con delle persone che loro non conoscevano, in un contesto straniero e con una lingua che non era la loro perchè parlavano il francese). Durante i primi due mesi, non ho potuto vederle. Poi, mi hanno permesso d’incontrarle, in presenza del personale dei servizi sociali per 4 ore al mese !
Durante questo periodo, in Belgio, il padre si è precipitato per ottenere tutti i diritti genitoriali (potestà esclusiva e affidamento principale) e l’ha avuti ; mentre io l’ho persi ; avendo l’etichetta incollata sulla fronte di « madre che sottratte le sue bambine ad un padre innocente ! »… malgrado un dossier penale per stupri su minori a carico del padre e del nonno paterno ATTUALMENTE SEMPRE IN CORSO, in BELGIO e in ITALIA ! ! !
Per informazione, sono stata periziata da 6 psichiatri-periti davanti ai Tribunali (in Belgio e in Italia), su mia richiesta. TUTTI affermano il mio stato mentale normale e precisano che ho una personalità equilibrata e che non rappresento nessun pericolo ne per me stessa, ne per le mie bambine, ne per gli altri.
Il 19 maggio 2007, durante una passeggiata in compagnia degli altri bambini dell’istituto, le mie figlie sono state rapite dagli agenti di polizia e rimpatriate in Belgio da loro padre. Questo rapimento è stato fatto di nascosto senza che io e il mio avvocato fossiamo avvertiti… quindi nelle condizioni totalmente disumane ed indigniose !
Tengo a precisare che qualche giorno prima del rimpatrio delle mie bambine, mia figlia Fiona si è di nuovo espressa sul suo doloroso vissuto alla sua maestra italiana. Nella sua relazione datata del 16 maggio 2007 e trasmessa al Tribunale dei minori di Ancona, la maestra scrive :
« …c’erano molti bambini, più grandi, più piccoli di me, e qualche adulto compreso mio padre e mio nonno Roberto… Questi bambini erano in costume da bagno in una grande piscina… Lei raccontava che questi bambini erano condotti in piccoli gruppi verso le camere. Poi li spogliavano e poi li accarezzavano e li baciavano…Fiona mi risponde che con lei, c’era suo padre che si alternava con suo nonno. Lei precisa che i bambini piagevano perchè « avevano male »…Lei mi segnala che loro erano fotografati… »
Voglio precisare che questa relazione non è stata PER NIENTE presa in considerazione dal giudice dei minori di Ancona, MANZONI Giovanni Maria, che ha mandato le mie bambine diritto all’inferno rimpatriandole in Belgio nel contesto paterno.
Oggi, sono passati precisamente 185 giorni (più di 6 mesi) che non ho notizie delle mie bambine. Il padre non accetta neanche un contatto telefonico con le mie figlie : lui ha mandato un email al mio avvocato in Italia per proibire ogni contatto possibile (anche telefonico) tra la madre e le bambine.
E’ qui che vince il Male e che la crudeltà si installa con tutti i suoi vizi !
Perchè proibire questo contatto tra madre e figlie ?
Che cosa devono pensare le mie bimbe ?
Che la lora madre non le ama più ? Che le ho abbandonnate ?
Non c’è un minuto, uno secondo in cui non penso a loro !
Non so dove sono ; come stanno ?
Come si puo’ cancellare una madre da un bambino ?
E soprattutto con quale diritto possiamo pretendere questo da lui ?
Se non è in nome del Male, non ne vedo la ragione !
Questa ingiustizia si trasforma in dolore intenso, che vivo al quotidiano… ma che continuo ad esprimere. Sono libera in Italia e nel frattempo prigioniera di questo paese che non posso lasciare per il momento poichè c’è questo mandato di arresto internazionale.
Al di là della mia sofferenza personale, vorrei sensibilizare a quella delle mie bambine. Vorrei che le mie figlie sappiano che MAI le abbandonero’
e che le AMO INFINITAMENTE. Questo amore è proporzionale a questa sofferenza. Ma niente e nessuno mi proibirà di amare i miei due angeli. E’ tutto quello che mi rimane ed è prezioso. E’ il senso della mia vita !
Vi chiedo, supplicandovi, di portare un attenzione particolare alle mie due bambine, che sono attualmente SENZA PROTEZIONE e quindi, in GRAVE PERICOLO dove si trovano adesso. Non avendo più notizie delle mie bambine da maggio 2007 e conoscendo il contesto dove si trovano attualmente, sono molto preoccupata e ho tanto paura che la lora integrità fisica e mentale sia minacciata.
Il loro benessere, la lora sicurezza e sopratutto il rispetto dei loro diritti, del loro corpo, dei lori sentimenti e desiderii sono stati finora calpestati.
Non è il dovere di ogni cittadino di proteggere un bambino ?
In questo caso, ci sono due bambine, FIONA e MILLA che hanno bisogno di essere protette e di vivere in sicurezza. Che cosa aspettiamo ad aiutarle a trovare questa serenità che tutti i bambini del mondo meritano ?
Dobbiamo aspettare il peggio ? Quando è troppo tardi ?
FIONA e MILLA aspettano che le aiutiamo e che le liberiamo dalle loro sofferenze e dalla loro inascoltata solitudine.
La sera, prima di addormentarvi o di addormentare i vostri bambini, pensate a FIONA e MILLA che piangono disperatamente la loro mamma. Fate in modo che loro siano presenti nelle vostre preghiere perchè solo le forze del Bene e dell’Amore possono alzare le montagne del Male !
Noi dobbiamo rimanere uniti tutti insieme, per combattere la violenza sui nostri figli. E’ l’unico modo per continuare a rivendicare la loro protezione nel rispetto dei lori diritti più fondamentali.
Sarà la nostra perseveranza e la nostra intolleranza contro la pedofilia che salveranno
FIONA e MILLA e anche tutti i bambini che hanno bisogno di noi per vivere con dignità in questo mondo.
La pedofilia è come un cancro sociale perchè al di là della perversione individuale, dobbiamo combattere le persone ed a volte anche le istituzioni intere che, dietro la loro funzione sociale legittima e rispettata, proteggono e quindi cauzionano la pedocriminalità in tutte le sue forme.
Il cammino della verità è lungo quando la giustizia non è libera !
E’ per questo che faccio appello a voi tutti :
Madri, padri, giudici, politici, educatori, medici, magistrati, giornalisti, artisti, avvocati, ministri, banchieri, operai, direttori, presidenti, re, regine… cittadini del mondo intero,… le anime sensibili ed altruiste,…. Gli angeli….affinchè le mie bambine rimangano continuamente presenti nella vostra mente.
Vi ringrazio per l’attenzione o l’aiuto che apporterete alle mie figlie.
Grazie pure per avere avuto la volontà di percorrere per qualche istante i cammini del nostro inferno.
MAMMA MAOLONI MARIA PIA,
Il 12 novembere 2007
Contatto : adriano70@hotmail.it
Vedere su google.it : blog « la pedofilia va fermata » ; « maoloni maria pia » ;
Vedere su You Tube : « maoloni maria pia »
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L’espoir est la lumière qui me fait avancer dans le noir. L’amour pour mes enfants, comme le sang qui coule dans mes veines, me maintient en vie dans cette intolérable injustice.
Dans l’océan de la violence institutionnelle et de la perversion sexuelle, mes bras qui entourent mes enfants sont comme des bouées de sauvetage. Mais dans la solitude de la nuit noire et face à l’indifférence de leurs cris de douleurs, y aura t ‘il une barque qui pourra sauver mes deux petites filles, FIONA et MILLA et empêcher ainsi qu’elles se noient dans les profondeurs de l’oubli collectif et de la folie humaine ?
Cette lettre est un appel au secours pour exprimer le désespoir et la peur d’une maman qui se bat, depuis quatre ans, pour sauver ses deux enfants des griffes de l’enfer. Mon histoire, notre histoire semble être un cauchemar mais hélas, elle est bien réelle !
Tout a commencé en 2004 lorsque ma fille Fiona, âgée à l’époque de quatre ans et demi m’a raconté ce qu’elle subissait de la part de son père, ANTONINI Rocco et de son grand-père paternel, ANTONINI Roberto. C’est à ce moment que tout s’est écroulé autour de moi… Mon ex-mari et moi-même étions mariés depuis 1998 et avions eu un second enfant, Milla, à l’époque âgée de 7 mois.
Au départ, je ne voulais pas croire mon aînée sur les violences sexuelles qu’elle me racontait avec ses mots d’enfants et toute sa souffrance. Mais, tous les jours, ses révélations devenaient détaillées et précises. J’étais perdue et ne savais pas à qui m’adresser. Mon mari et ma belle-famille ont porté plainte, les premiers, contre moi pour « aliénation parentale ».
Quant à moi, préoccupée par l’état de santé de Fiona, je cherchais de l’aide auprès de professionnels. C’est plus tard que j’ai porté plainte pour viols sur mineurs et attentat à la pudeur.
Les graves conséquences de cette « bataille judiciaire » sont que mes enfants ont été placées, au total, 3 fois, dans des institutions publiques. A cause du trauma subi par la séparation avec sa mère, la plus petite, âgée de 18 mois lors de son premier placement, s’est laissée mourir de faim et a dû être hospitalisée. Je n’oublierai JAMAIS les hurlements de mes enfants quand on les a arrachées à moi.
Pour une raison que j’ignore précisément mais certainement à cause des relations de ANTONINI Roberto (grand-père paternel) dans le domaine du trafic des faux tableaux ( depuis 1992, à Mons et à Bruxelles) avec plusieurs complices notables (notaire, avocats, expert en art…) tous condamnés en 1998 et en 2006 pour escroquerie (mais… toujours en liberté !) ; les décisions de justice à Mons ont pris systématiquement une orientation en faveur du père et de la famille paternelle.
Malgré l’instruction pour viols TOUJOURS en cours, le père a pu obtenir, en Belgique, un droit de visite classique.
En 2006, Fiona s’exprime de nouveau sur ce que son père lui faisait subir à elle et à sa sœur, lorsqu’elles étaient en visite chez lui. Au retour de chez son père, les petites avaient des vulvites et fissures anales, constatées et dénoncées par des pédiatres, généralistes et pédiatres de garde. En Belgique, l’enfant s’est également exprimée sur ces atrocités auprès de son institutrice (qui a dénoncé les faits à la Police) et également auprès d’autres témoins.
Au total, plus de 30 TEMOINS, dont le psychologue de Fiona qui l’a suivie depuis plus d’un an, ont porté des témoignages auprès du Juge d’instruction de Mons (Belgique) mais aussi auprès de la Police.
Mais tout cela n’a pas suffit !
D’une « mère aliénante », le père et ses « protecteurs » m’ont étiquetée de « mère maltraitante ». Il est certain que le fameux dossier médical des enfants où des professionnels attestent les dires de l’enfant sur les abus sexuels qu’elle a subi par son père et son grand-père représentait un réel danger pour les ANTONINI et qu’il fallait rapidement retourner la vapeur ! ! !
Sur les attestations médicales, les médecins écrivent :
- « Lors de l’anamnèse, sans intervention de la mère, l’enfant m’a spontanément dit que son papa avait mis sa main dans sa culotte » ;
- « Fiona vient me dire que son papa lui fait des guili sur la nénette et au niveau du derrière avec les mains. Je lui demande si son papa fait d’autres choses, elle me répond qu’il lui demande de le toucher. Je lui demande où et avec quoi. Fiona me répond que son papa lui demande de toucher son zizi » ;
- « Appelée pour douleur à l’anus…Pendant examen de l’abdomen, Fiona me dit que son père lui a enfoncé le doigt dans le derrière »
Le psychologue qui a suivi Fiona pendant plus de un an a transmis plusieurs rapports aux autorités belges et italiennes afin de signaler le danger que représentait le milieu paternel pour les enfants. Le 02 novembre 2006, dans un de ces rapports, il signale :
« l’enfant m’a raconté, spontanément et sans le moindre questionnement de ma part, des faits d’une gravité indiscutable.(…) Accompagnant et illustrant ses paroles avec des gestes et dessins explicites, Fiona m’a raconté des faits qui l’ont perturbée, rapportés dans les points ci-après avec les expressions qu’elle a utilisées ; l’ensemble peut déranger mais est fidèle à ce qui m’a été raconté :
- « mon papy Roberto a mis son zizi dans ma bouche » ;
- « il a fait pipi dans sa culotte et puis il m’a montré son zizi tout gluant » ;
- « mon papa a mis son zizi dans ma bouche et moi je l’ai mordu, mais il n’a pas eu de sang »
- (…)
Fiona m’a raconté, avec la voix qui lui tremblait, que son père, le soir, se couchait dans son lit, en slip, et lui caressait le sexe et, embrassait celui de sa petite sœur Milla.
Sur la base de mes connaissances sur la psychopathologie des enfants et mon expérience de 30 ans de travail en tant que psychothérapeute d’enfants, vu la façon dont l’enfant s’est exprimée, les associations spontanées qu’elle a faites, la cohérence et le cadre contextuel de son récit, expression d’une vraie souffrance psychologique, j’ai l’intime conviction que l’enfant raconte, à sa manière enfantine, des faits vrais. »
Etant d’origine italienne et ayant de la famille en Italie, je suis partie, le 03 octobre 2006, avec mes enfants pour y trouver de l’aide. A ce moment, j’avais toujours l’hébergement principal de mes enfants et le père n’avait pas son droit de visite durant cette période. Mon intention était de revenir en Belgique puisque je suis professeur de psycho-pédagogie et je ne pouvais donc m’absenter longtemps.
Mais…deux jours après mon arrivée sur le sol italien, le père a porté plainte pour enlèvement d’enfants et a fait un mandat d’arrêt international contre moi. Le 07 octobre 2006, j’ai été arrêtée et ai fait 4 jours de prison et 14 jours d’arrêt à domicile. Ensuite, j’ai été jugée et libérée par la Cour d’Appel de Ancône (Italie) qui a considéré qu’il n’y avait pas eu d’enlèvement d’enfants et donc aucune infraction.
A cause de mon arrestation, mes enfants ont été placées, pendant 7 longs mois, dans une institution italienne. Durant les deux premiers mois, je n’ai pas pu les voir. Ensuite, on m’a permis de les rencontrer, en présence du personnel des services sociaux à raison de 4 h par mois !
Pendant ce temps, en Belgique, le père a eu tous ses droits parentaux (autorité exclusive et hébergement principal) et j’ai été déchue des miens, avec une étiquette collée à mon front de « mère qui enlève ses enfants au père innocenté de tout ! »…malgré un dossier pénal pour viols sur mineurs à charge du père et du grand-père paternel ACTUELLEMENT TOUJOURS EN COURS, en BELGIQUE et en ITALIE
Pour information, j’ai été expertisée par 6 psychiatres-experts devant les Tribunaux, geste volontaire et à ma demande, qui TOUS, affirment mon état de santé mentale normal et ayant une personnalité équilibrée et qui ne représente aucun danger ni pour elle-même, ni pour ses enfants, ni pour autrui.
Le 19 mai 2007, lors d’une promenade en compagnie des autres enfants de l’institution, mes deux enfants ont été enlevées par des policiers en civil et rapatriées en Belgique, chez leur père. Cet enlèvement a été fait à mon insu et sans avoir averti mon avocat italien ; donc, dans des conditions totalement inhumaines et indignes !
Je tiens à préciser que quelques jours avant leur rapatriement de mes enfants, ma fille Fiona s’est de nouveau exprimée sur son douloureux vécu auprès de son institutrice italienne. Dans son rapport daté du 16 mai 2007 et transmis aux autorités italiennes, l’institutrice écrit :
« …Il y avait beaucoup d’enfants, plus grands, plus petits que moi, et quelques adultes dont mon père et mon papy Roberto. …ces enfants étaient en maillot dans une grande piscine… Elle raconta que ces enfants étaient conduits par petits groupes dans les chambres. Ensuite on les déshabillait et puis on les caressait et on les embrassait…. Fiona me répond qu’avec elle, il y avait son père qui s’alternait avec son grand-père. Elle ajoute que les enfants pleuraient parce qu’ils « avaient mal »… Elle me signala qu’ils étaient photographiés… ».
Je souhaite préciser que ce rapport n’a pas du tout été pris en considération par le juge de la jeunesse de Ancône (Italie), MANZONI Giovanni Maria, qui a envoyé mes enfants directement en enfer en les rapatriant en Belgique dans le milieu paternel.
Aujourd’hui, cela fait précisément 185 jours (plus de 6 mois) que je n’ai plus de nouvelles de mes enfants. Le père refuse même que je leur téléphone : il a envoyé un e-mail à mon avocat en Italie interdisant tout contact possible (même téléphonique)entre la mère et les enfants.
C’est ici que le Mal gagne et que la cruauté s’installe dans tous ses vices !
Pourquoi interdire ce contact entre mère et enfants ?
Que doivent penser mes petites ?
Que leur mère ne les aime plus ? Que je les ai abandonnées ?
Il n’y a pas une minute, une seconde où je ne pense à elles !
Je ne sais pas où elles sont ; comment elles vont ?
Comment peut-on effacer une maman chez un enfant ?
Et surtout de quel droit peut-on exiger cela de lui ?
Si ce n’est pas au nom du Mal, je n’en vois pas la raison !
Cette injustice se transforme en douleur intense, que je vis au quotidien… mais que je continue à exprimer. Je suis libre en Italie et en même temps prisonnière de ce pays que je ne peux quitter pour le moment à cause de ce mandat d’arrêt international.
La raison pour laquelle je m’adresse à vous, au-delà de ma souffrance personnelle, c’est de vous sensibiliser à celle de mes enfants. Je souhaiterais que mes enfants sachent que JAMAIS je ne les abandonnerai et que je les AIME INFINIMENT. Cet amour est proportionnel à cette souffrance. Mais rien ni personne ne pourra m’empêcher d’aimer mes deux anges. C’est tout ce qui me reste ; c’est précieux. C’est le sens de ma vie !
Je vous demande, en vous suppliant, de porter une attention particulière à mes deux petites filles, qui sont actuellement SANS PROTECTION et donc, en GRAVE DANGER là où elles se trouvent. N’ayant plus de nouvelles de mes enfants depuis mai 2007 et en connaissant le milieu dans lequel elles se trouvent actuellement, je suis très inquiète et ai très peur que leur intégrité physique et mentale soit menacée.
Leur bien-être, leur sécurité et surtout le respect de leurs droits, de leur corps, de leurs sentiments et désirs ont été jusqu’à présent bafoués.
N’est-ce pas le devoir de chaque citoyen de protéger un enfant ?
Dans ce cas, il y a deux enfants, FIONA et MILLA qui ont besoin d’être protégées et de vivre en sécurité. Qu’attendons-nous pour les aider à trouver cette sérénité que tous les enfants du monde entier méritent ?
Devons-nous attendre le pire ? Quand c’est trop tard ?
FIONA et MILLA attendent qu’on les aide et qu’on vienne les délivrer de leur souffrance et surtout de leur solitude face à celle-ci.
Le soir, avant de vous endormir ou d’endormir vos enfants, pensez à FIONA et MILLA qui pleurent désespérément leur maman. Faites en sorte qu’elles fassent partie de vos prières car seules les forces du Bien et de l’Amour peuvent soulever les montagnes du Mal !
Nous devons rester unis, tous ensemble, pour combattre la violence sur nos enfants. C’est l’unique façon de continuer à revendiquer leur protection dans le respect de leurs droits les plus fondamentaux.
C’est notre persévérance et notre intolérance face à la pédophilie qui sauveront
FIONA et MILLA ainsi que tous les enfants qui ont besoin de nous pour vivre dignement dans ce monde.
De nos jours, la pédophilie est devenue un cancer social car au-delà de la perversion individuelle, il s’agit de combattre les personnes et parfois même des institutions entières qui, derrière leur fonction sociale légitimée et respectée, protègent et donc cautionnent la pédocriminalité sous toutes ses formes.
Le chemin de la vérité est long lorsque la justice n’est pas libre !
C’est pourquoi, je fais appel à vous tous :
mamans, papas, juges, éducateurs, médecins, magistrats, journalistes, artistes, avocats, ministres, politiciens, banquiers, ouvriers, directeurs, présidents, rois, reines,… citoyens du monde entier,… les âmes sensibles et altruistes,… les anges… afin que mes petites filles restent continuellement présentes dans votre esprit.
Je vous remercie pour l’attention ou l’aide que vous apporterez à mes deux enfants.
Merci également pour avoir eu la volonté de parcourir quelques instants les chemins de notre enfer.
MAMAN MAOLONI MARIA-PIA
Le 12 novembre 2007
Contact : adriano70@hotmail.it
A voir sur google.it : « la pedofilia va fermata » ; « maoloni maria pia »
A voir su You Tube : « maoloni maria pia »
lunedì, ottobre 29, 2007, 05:15 PM
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Sono trascorsi sei mesi dal "Legal" rapimento delle figlie di Maria Pia Maloni la quale ancora combatte con dignità e coraggio le istituzioni che oramai di dignotoso non hanno niente.
E' un continuo lottare;
porte che si chiudono in faccia mentre un' unica speranza tiene in vita la sua ostinazione: un nuovo abbraccio, forte, pieno d'amore e di gioia per un incubo finito.
In una email Maria Pia mi scrisse che malgrato tutte le persone che la circondano Lei si sentiva sempre sola nelle decisioni importanti da prendere per i suoi angeli.
La consapevolezza che vi sono persone che non rimangono indiferente alla sua sofferenza le da pero' il corraggio di continuare.
Nonostante le sue continue cadute, Maria Pia Maloni crede ancora che il bene sia più forte del male.
Crediamoci tutti, insieme a lei.
Vìdomenica, ottobre 28, 2007, 07:52 PM
Articolo de "Il messaggero" del 27/09/07
Articolo de "Il messaggero" del 29/09/07
TRADUZIONE IN FRANCESE
mercoledì, luglio 11, 2007, 08:14 PM
Siamo ancora una volta indignati, persi tra carte che non rendono giustizia, e da interessi che hanno il sopravvento al buon senso.
Ancora una volta l'ingiustizia di cela dietro una falsa legalità che è origine di una forte indignazione e rabbia.
Ad ogni indignazione, ad ogni parola c'è sempre una lotta.
Non vi è voce più forte di quella di una madre che vuole solo giustizia, contro coloro che hanno abusato dell'innocenza.
Siamo stanchi di assistere inermi alla distruzione degli ideali, dei sani principi.
Le mamme di San Benedetto lottano contro Golia, un muro di gomma fatto di falsita', di interessi econimici, di squallore, di indifferenza.
Coloro che potevano intervenire non l'hanno fatto! Ma se provassero almeno un briciolo di quello che Maria Pia Maloni prova adesso, forse qualcosa si smuoverebbe, oppure chissa', sono proprio loro i primi ad abusare dei bambini.
Qui e' successo! Lo Stato e chi ne rappresenta ha fatto un abuso a i bambini, un ulteriore abuso alla loro dignita'.
Giustizia, e coloro che la rappresentano, vergognatevi!
Io giudico, in quanto persona che ha con se il senso della giustizia,
Il comitato delle mamme di S.Benedetto INFANZIA FERITA manifesta nelle piazze il loro dissenso e urlando con tutto il fiato:
MASTELLA: MINISTRO DELL'INGIUSTIZIA.
E' stato fatto tutto, nella legge. Una strepitosa raccolta firme di 11,000 animi pronti a stringere le mani alla famiglia Maloni.
Loro ci credevano, fino in fondo. Credevano in uno Stato giusto, pronto a tendere la mano contro chi senza pieta' calpesta la dignitia' delle persone, dei bambini.
Loro ci credevano!!!
Mi vergogno di essere italiano!!
sabato, luglio 7, 2007, 01:12 AM
Oggi 4 luglio davanti alla corte di appello di Ancona, il comitato spontaneo “infanzia ferita” ha manifestato per un appoggio morale alla mamma delle due bimbe belghe Fiona e Milla in occasione del dibattimento per la riconoscibilità delle sentenze belghe che affidavano le bimbe al padre accusato di abusi sessuali su di loro.
Durante la manifestazione è stato ampio l’appoggio morale e la comprensione da parte dei cittadini anconetani ai quali sono stati distribuiti volantini e delle cartoline che si sono offerti di inviare ai ministri ed ai giudici coinvolti nel caso che riportano i disegni realizzati da Fiona e parte di racconti degli abusi subiti.
L’avvocato Micucci (legale del padre) avvicinandosi a noi manifestanti, ci ha provocato con frasi offensive. I componenti del comitato rimangono interdetti per la reazione del “principe del foro” che si è andato a lamentare con il presidente della corte di appello ed al collegio del nostro comportamento accusandoci, addirittura, di averlo aggredito verbalmente: accuse del tutto infondate.
Il comitato rimane in attesa del Giudizio del presidente della Corte di Appello De Robertis confidando ancora una volta nella legge, nella speranza che finalmente giustizia sia fatta!
Maoloni Maria-Pia Josefina, mamma di FIONA E MILLA (8 e 4 anni), è giunta in Italia il 3 ottobre 2006 cercando aiuto: il padre ed il nonno paterno sono accusati di abusi sessuali sule bimbe con probabili collegamenti ad ambienti e contesti di pedofilia in rete. Nulla sono valsi: i certificati medici, le consulenze psicologiche sulle bambine, i certificati del pediatra e del medico di guardia dell’ospedale, la denuncia della maestra belga prima ed italiana oggi, le testimonianze delle persone alle quali Fiona ha raccontato il suo terribile vissuto di abusata, l’audizione ed i disegni di Fiona. Il Belgio vuole insabbiare la questione: si vuole far finta che non ci sia alcun procedimento penale in corso in Belgio. La signora Maoloni viene tacciata di essere pazza, la bambina di avere molta fantasia ed il padre ed il nonno sarebbero innocenti perseguitati.
In data 20 novembre 2006 il Tribunale per i Minorenni di Ancona emetteva un provvedimento di rimpatrio delle bimbe con riconsegna delle stesse al padre, in data 12 dicembre 2006 la Corte d’Appello pronuncia la revoca del decreto di rimpatrio. In data 8 maggio 2007 il Tribunale per i Minorenni di Ancona celebra l’udienza per la nuova richiesta di rimpatrio che viene accolta: il decreto viene eseguito in tutta segretezza sabato 19.05.2007, all’insaputa di tutti, le bambine sono state prelevate nel primo pomeriggio mentre si stavano recando insieme alle loro compagne di istituto al parco giochi: le altre bimbe sono tornate all’istituto con due educatrici che le accompagnavano; mentre della terza educatrice Manuela e delle due bimbe si erano perse le tracce.
Da allora non abbiamo più alcuna notizia delle bambine ed alla madre è negato ogni contatto (anche telefonico)
La Procura della Repubblica del Tribunale di Fermo ha aperto un procedimento penale a carico del padre e del nonno paterno, per la procedibilità nei confronti del cittadino straniero (il padre) che opera in concorso con cittadino italiano (nonno paterno) è quindi necessaria l’autorizzazione del Ministro della Giustizia: il ministro Mastella, nonostante più di 11.000 cittadini abbiano sostenuto la causa, non ha voluto firmare: HA FERMATO IL CORSO DELLA GIUSTIZIA!!
infanziaferita@libero.it
http://superepilepsy.altervista.org/superepilepsy/
http://www.associazioneprometeo.org
http://www.associazionemeter.it
http://fondation-princesse-de-croy.skynetblogs.be/
parole chiave di ricerca: Maoloni Maria Pia, Bimbe belghe, infanzia ferita
L’intero comitato “Infanzia ferita” insieme agli undicimila cittadini sottoscrittori della petizione per la prosecuzione delle indagini sul padre e sul nonno paterno delle due bambine belghe Fiona e Milla, si chiedono:
- Perché il ministro Mastella non ha voluto dare il consenso per la prosecuzione delle indagini sul padre e sul nonno paterno riguardo i gravi fatti di abusi sessuali sulle bimbe richieste dal procuratore di Fermo?
- Perché il ministro Mastella non ha fatto parola dell’incontro ufficiale (confermato dal console Belga in presenza di un avvocato e di un ispettore di polizia) con il ministro della giustizia belga in suolo italiano?
- Perché il giudice Manzoni del tribunale dei Minori di Ancona, nonostante la relazione della maestra, ha ordinato il rimpatrio delle due bimbe?
- Perché il giudice Manzoni non ha atteso l’appello al rimpatrio delle bimbe e non ha tenuto in nessun conto la sentenza del 12 dicembre 2006?
- Perché il rimpatrio è stato eseguito in tempi così ristretti ed in modalità così difformi all’incolumità psichica delle bimbe e senza alcun preavviso: ci si è posti il problema delle ripercussioni che questa azione hanno avuto ed avranno sulle bimbe?
- Perché nell’esecuzione del rimpatrio sono stati coinvolti altri minori come elemento di “distrazione”?
- Perché il giudice Manzoni non ha mai chiesto a Fiona (che oramai ha compiuto 8 anni) direttamente se preferiva tornare a vivere con la mamma o con il papà?
- Perché la dott.sa Sellitti non ha mai parlato nelle sue relazioni dei disegni di Fiona nei quali è chiara la richiesta di voler tornare dalla mamma?
- Perché le istituzioni italiane non fanno nulla per risolvere il problema del diritto di visita della madre alle bimbe: la mamma non ne ha notizie dal 19 maggio 2007, giorno del rimpatrio!
- Perché nonostante ci sia il dubbio di abusi sessuali le bimbe sono state riportate da colui che Fiona accusa?
Siamo cittadini italiani e…
pretendiamo risposte!!!
lunedì, luglio 2, 2007, 10:56 AM
n concomitanza con il dibattimento che si terrà il 4 luglio 2007 presso la Corte di Appello di Ancona per negare in Italia la riconoscibilità delle sentenze belghe riguardanti l’affidamento delle due bimbe belghe Fiona e Milla al padre accusato di abusi sessuali su entrambe le figlie in concorso con il nonno paterno (procedimento penale aperto in Belgio ed in Italia)
il comitato “infanzia ferita” organizza
il 4 luglio 2007
una giornata di manifestazione ad Ancona
nei pressi della Corte di Appello
piazza Roma – via Cavorchie
dalle 9:00 alle 13:00
Per dare sostegno alla mamma di Fiona e Milla a cui le hanno strappate: di tante mamme che le hanno considerate come loro figlie insieme a tanti piccoli compagni di scuola che aspettano il loro ritorno, di un'insegnante che dopo aver ascoltato un racconto struggente sugli abusi subiti le aspetta alla riapertura della scuola.
In una lotta pacifica affinché venga fatta finalmente giustizia, che non può continuare ad essere ceca!!! Diciamo basta alla tranquillità politica internazionale a discapito dei diritti di Fiona e Milla: che il governo e la magistratura (Tribunale dei Minori di Ancona) prendano coscienza di ciò che è realmente accaduto e delle conseguenze di certe decisioni.
Affinché i marchigiani ci affianchino in questa battaglia e ci aiutino a dar risonanza alla vicenda per farla conoscere ai cittadini di tutta Italia, perché il sistema ascolta solo la legge dei voti: Fiona e Milla non hanno diritto ma gli appartenenti al comitato, i loro parenti, amici e conoscenti ed anche gli undicimila e più sottoscrittori della petizione hanno voce dentro le urne!
Vi preghiamo di partecipare perché siamo stanchi di sentir parlare di pedofilia e di vedere che chi ha la possibilità di fare qualcosa non alza un dito perché troppo scomodo! Salviamo la vita di due angeli che nessuna colpa hanno tranne quella di essersi trovati con un papà sbagliato in luoghi sbagliati con persone sbagliate: le hanno riportate nella tana dei lupi!
AIUTATECI GRAZIE
venerdì, giugno 22, 2007, 02:05 PM
Oggi, 20 giugno 2007, una nutrita delegazione del comitato infanzia feritasi si è recata a Roma per manifestare insieme alla Signora Maoloni, accompagnata dal suo legale Avv. Gabriella Ceneri, nei pressi dell’Ambasciata Belga. I manifestanti indossavano una maglietta con le scritte “Fiona e Milla bimbe SENZA diritti” e Mastella: ministro dell’ Ingiustizia” ed hanno esibito cartelloni che raffiguravano i disegni delle bambine e la loro volontà di stare con la mamma.
Alla manifestazione ha partecipato, anche, il vicepresidente dell’associazione Agerif (Comitato genitori di Rignano Flaminio) sig.ra Arianna Di Biagio con il marito, la quale per solidarietà ha indossato una delle magliette appositamente confezionate.
Numerosi passanti si sono informati sulla storia delle bambine. Di fronte ai cartelloni gli automobilisti rallentavano e chiedevano spiegazioni. Sono stati distribuiti numerosi volantini per divulgare la dolorosa vicenda di Fiona e Milla..
L’avvocato Ceneri ha trasmesso all’autorità centrale italiana una richiesta di intervento nei confronti dell’unità centrale belga per consentire alla signora Maoloni di poter contattare telefonicamente le sue bambine, visto che il padre non glielo ha permesso, e per ottenere informazioni sulle loro condizioni di vita e di salute dato che da quando sono state rimpatriate non ha avuto più alcuna notizia su di loro. Tale richiesta è stata inviata per conoscenza all’ambasciata belga a Roma ed alla segreteria del ministro Mastella.
Una delegazione ristretta composta dall’avvocato e da alcuni membri del comitato è stata ricevuta dal console belga il quale ha assicurato la sua collaborazione per la trasmissione della richiesta debitamente tradotta in Belgio.
Dice la Ceneri: “ L’intervento dell’autorità centrale è stato richiesto per garantire alla signora Maoloni, ma soprattutto alle bambine, l’esercizio dei diritti umani fondamentali previsti dalle convenzioni ONU ed europea, ratificate sia dal Belgio che dall’Italia” continua “in particolare si tratta del diritto minore a mantenere rapporti con i propri genitori anche nel caso in cui risiedano in stati diversi”.
La mamma continua a ripetere che non abbandonerà le sue bimbe e lotterà fino alla fine per riaverle con se e fare chiarezza sui gravi fatti denunciati.

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